Il malato, bene prezioso

L’11 febbraio, dall’anno della sua istituzione nel 1992, il mondo celebra la giornata del malato, non a caso in stretta relazione con la commemorazione della Madonna di Lourdes.

Ogni anno milioni di persone si recano all’importante santuario offrendo la propria sofferenza al Signore mediante l’intercessione di Maria Immacolata. È un viaggio di preghiera in cui si ripone la speranza di veder accadere un miracolo, per sé o un altro; un luogo dove ci si rende conto quanto bisogna ringraziare Dio per quello che si ha lasciando perdere l’inessenziale della vita, ma anche una prova di fede e di accettazione dei disegni divini. È proprio nei momenti difficili, scaturiti dalla malattia e dall’impotenza, che viene meno la fede. Perché a me? Cosa ho fatto per meritarmelo? Dio non me lo doveva fare!! Per esperienza personale, non nascondo che è veramente dura vedere un amico o un familiare combattere per anni con un’infermità difficilmente curabile, ma se ci si affida al Signore si può trovare un po’ di sollievo e vivere quel tempo in serenità, per quanto possibile.

Sono stato a Lourdes due volte, nel 1998 e nel 2006. La prima volta, a vent’anni, non sapevo cosa aspettarmi se non quello che avevo letto nelle tante testimonianze di chi lì aveva trovato conforto nella preghiera. Era tutto incredibilmente vero e, se possibile, ancora più intenso. Il clima di serenità, di raccoglimento e di pace interiore che vi trovai era davvero surreale. Io che realmente mi lamentavo spesso del superfluo, mi resi conto di quanto sottovalutavo la fortuna che avevo rispetto a tanti che, intorno a me, non erano sani. Dopo qualche anno ci sono ritornato con mia moglie per farle vivere quello che avevo provato io… stessa reazione e pianti di commozione.

L’aspetto più bello che ho ritrovato, a parte l’accoglienza, è l’opera di straordinario altruismo dei volontari che accompagnano gli anziani e i malati di ogni tipo provenienti da ogni parte del mondo. Nella malattia, avere un sostegno è essenziale affinché lo stato psicofisico non peggiori, e chi si offre per tale servizio compie un encomiabile atto di eccezionale generosità.

Oggigiorno, per questa società attaccata al vile danaro, la persona ammalata è un peso: non produce, anzi consuma risorse. Io penso, invece, che il malato sia un bene prezioso che va ancora di più tutelato perché la sua presenza ci apre gli occhi sulla caducità della vita e ci tiene ben piantati con i piedi per terra. Assistere una persona sofferente ci dà la possibilità di essere migliori e di insegnare al prossimo quanto sia bella la solidarietà.   

Questa di oggi, più di altri anni, sarà una ricorrenza molto sentita a causa della tristemente nota pandemia da Covid-19 che ha fatto aumentare esponenzialmente il numero di malati nel mondo.

A tutti loro oggi va il mio incoraggiante, seppur umile, pensiero.