Pochi giorni fa abbiamo festeggiato la festa della mamma, una ricorrenza molto sentita nelle case degli italiani. Oggi si festeggia la giornata mondiale dell’infermiere e, a proposito di mamme, ricorre il tredicesimo anniversario della morte di una straordinaria infermiera che è considerata “la mamma di 2500 bambini”.
Vi racconto la storia di Irena Sendler.
Irena Sendler nacque a Varsavia nel febbraio del 1910 da una famiglia cattolica. Il padre, medico, morì di tifo curando i malati quando lei era ancora piccola. Gli atti di grande generosità del padre le insegnarono il valore della solidarietà e dell’aiuto ai meno fortunati, così, grazie alla comunità ebraica, studiò per diventare infermiera.
Terminati gli studi, ritornò a Varsavia, già occupata dai tedeschi, e lì iniziò la sua attività di assistente sociale aiutando tanti Ebrei a sfuggire dalle persecuzioni razziali. Nel 1940 i Nazisti crearono a Varsavia un ghetto dove vennero rinchiusi tutti gli Ebrei e dove vennero perpetrate migliaia di uccisioni in nome della “razza pura”. Poiché era dipendente dei servizi sociali, Irena aveva il permesso di entrare nel Ghetto e lì aveva notato la grande sofferenza che regnava, soprattutto nei bambini. Per dimostrare la sua empatia iniziò a portare la stella di Davide cucina sui vestiti.
Nel 1942, si unì all’organizzazione segreta Zegota, ed escogitando i piani più fantasiosi riuscì a portare migliaia di bambini fuori dal Ghetto dando loro una nuova identità e collocandoli in famiglie di polacchi. Al fine di farli ricongiungere con le famiglie di origine una volta finita la guerra, ebbe la brillante idea di scrivere su dei fogliettini i loro veri nomi e conservarli in barattoli di vetro poi seppelliti nel suo giardino sotto un albero di melo.
Nel 1943 Irena fu arrestata dai Nazisti che avevano saputo delle sue attività ma da donna coraggiosa qual era non rivelò mai i suoi segreti. Dopo tre mesi di torture i Nazisti decisero di condannarla a morte ma la Zegota riuscì a corrompere uno dei carcerieri e far scrivere il nome di Irena nell’elenco delle persone già giustiziate. Così riuscì a scappare e sopravvivere sotto il falso nome di Clara Dobroska.
Dopo la guerra, grazie all’intuizione di Irena furono duemilacinquecento i bambini ebrei che ritornarono dalle loro famiglie di origine, anche se in molti casi i genitori erano purtroppo rimasti uccisi. Irena si sposò ed ebbe tre figli. Per molti anni ancora continuò le sue lotte politiche e la sua opera in favore degli Ebrei tanto che nel 1968 ebbe il riconoscimento di essere tra i “Giusti tra le Nazioni”.
Dopo molti anni, nel 1999, tre ragazze americane, in un progetto scolastico, raccontarono al mondo la storia di Irena. Il progetto le ridiede i dovuti onori tanto che nel 2007 fu nominata per il Premio Nobel per la Pace.
Morì il 12 maggio del 2008, all’età di novantotto anni.
Quanto fatto da Irena è considerato da tutti “eroico”; lei non si sentiva un’eroina eppure ha salvato migliaia di persone da morte certa. Se chiedete ad infermieri, medici e operatori sanitari che ogni giorno si prodigano ad aiutare il prossimo se si sentono eroi, la risposta sarà la stessa: la nostra è una missione che abbiamo scelto di portare avanti nella nostra vita. Gli eroi fanno azioni straordinarie, le nostre sono azioni ordinariamente scelte di fare col cuore.
Grazie per tutto quello che fate.




